Il futuro dell’agricoltura nell’innovazione e nella produzione urban friendly. Scopri il progetto di Urban Vertical Farming di Eatour.

IL PROGETTO

Abbiamo due sfide da vincere nell’immediato futuro:

  1. La crescita della popolazione mondiale che richiede azioni immediate per produrre di più e garantire cibo accessibile e di qualità.
  2. Adeguare le produzioni ai sempre più severi parametri ambientali: produrre di più, con più qualità, consumando meno suolo e risorse.

Il modello di produzione “fuori suolo” con tecnologia acquaponica, idroponica o aeroponica in ambiente controllato si è affermato in molte aree del mondo e costituisce oggi una soluzione per aumentare la produzione e offrire un’alternativa più sostenibile e di qualità all’agricoltura tradizionale. In ambienti chiusi, senza piantare a terra, è possibile una produzione costante di cibo fresco di alta qualità per 365 giorni l’anno.

C’è un elemento altamente valorizzante nel progetto, che costituisce una variante profondamente culturale:

a) la battaglia contro i cambiamenti climatici e le difficoltà dell’agricoltura impegnata a lottare contro condizioni sempre più estreme e improvvise.

b) Il contesto economico della distribuzione tradizionale che predilige varietà di ortaggi con maggiore resa, più gradevoli alla vista, che mette a repentaglio la sopravvivenza di molte varietà che stanno rapidamente scomparendo dalle tavole dei consumatori e molte altre non hanno, nell’arco degli ultimi decenni, fatto nemmeno una pallida apparizione. Ad esempio il caso “pomodori“: esiste una vastissima varietà di specie, molte delle quali con proprietà organolettiche e nutraceutiche di altissimo valore. Queste varietà sono poco conosciute o evitate dalla grande distribuzione perché poco redditive, scartate perchè non performanti sul piano estetico, pertanto destinate a sparire dalle coltivazioni e diventare ricordi da museo della botanica.

Quello che vogliamo, utilizzando la forza produttiva dell’agricoltura controllata è la tutela della biodiversità, coltivare piante “dimenticate” o “perdute”, dando valore e spazio commerciale a tipologie mai assaporate con contenuti mai sperimentati dal palato dei consumatori e mai entrate nei menù degli chef. Ecco perchè il nostro progetto si chiama LOST FARM.

Produzione

VANTAGGI DELLE COLTIVAZIONI IN AMBIENTE CONTROLLATO

  • SICUREZZA ALIMENTARE: uno dei temi più discussi a livello internazionale e una delle sfide del prossimo mezzo secolo. Garantire cibo di qualità e sano per alimentare un pianeta in crescita. Il cibo cresce senza contaminazione di agenti esterni, batteri, elementi chimici presenti nelle terre o nelle acque inquinate, raccolto e confezionato in ambiente protetto.
  • CIBO SANO E DI QUALITA’: controllare la produzione significa poter incidere positivamente sulla qualità del prodotto. Periodo di crescita, scelta dei nutrimenti esaltano proprietà organolettiche ma arricchiscono anche il profilo nutraceutico dei prodotti, trasformando in molti casi prodotti “normali” in super-food proprio per le qualità e le proprietà che acquisiscono.
  • RISORSE NATURALI: queste tecnologie richiedono l’1% di acqua rispetto all’agricoltura tradizionale, e la possibilità di sfruttarne il 100% in un metro quadro di superficie. L’efficienza del sistema permette il recupero dell’acqua e il suo riutilizzo. Un valore sbalorditivo per la risorsa regina. L’ONU parla di disponibilità di acqua potabile ridotta del 30% nei prossimi anni e l’agricoltura tradizionale ne utilizza più del 60% di quella disponibile sul pianeta. Dobbiamo ripensare il modello. Mentre gli ambienti tradizionali si muovono rapidamente verso l’agricoltura “di precisione“, noi proponiamo soluzioni ancora più efficienti e performanti.
  • COLTIVAZIONI PERPETUE: l’ambiente protetto e controllato riproduce le condizioni ottimali per la crescita delle piante. In una vertical farm non esistono stagioni, è privavera e estate sempre, pertanto i raccolti sono continui con un aumento della produzione di 6/8 volte rispetto a un campo aperto. Il cibo pertanto è sempre fresco durante tutto l’arco dell’anno e la prossimità alla città consente di raccoglierlo a piena maturazione, evitando raccolte di prodotti non pronti che poi maturano durante i trasporti o in celle. L’agricoltura deve tornare a nutrire i cittadini prossimi ai propri insediamenti.
  • CLIMATE AGNOSTIC: La nostra produzione non risente dei cambiamenti climatici e della meteorologia, non temiamo piogge copiose e improvvise, grandinate, gelate fuori stagione, eventi che danneggiano le produzioni in modo spesso irreparabile. La Farm contribuisce alla lotta ai cambiamenti climatici, l’energia che alimenta gli impianti è autoprodotta e il consumo è ridotto e ottimizzato. Non ci sono idrocarburi di alcun genere, né automezzi a lavoro, nè manipolazione e consumo di suolo che libera CO2 nell’atmosfera. Il luogo chiuso protegge il raccolto da intemperie, allagamenti, siccità, rendendolo performante a qualsiasi latitudine, in qualsiasi epoca o stagione.
  • URBAN FRIENDLY: questa attività è silenziosa, pulita, non impattante è pertanto trasferibile dalle tradizionali campagne alle città, vogliamo utilizzarla per creare impatto positivo sulla riqualificazione delle periferie o degli edifici inutilizzati. Vogliamo portare il modello in tutte quelle aree o superfici inutilizzate e improduttive che possono integrare estensioni di business che impattano positivamente sul conceto ambientale e sociale delle città. Il progetto di Farming rientra strategicamente in un quadro di più ampia rigenerazione urbana delle periferie o riqualificazione di aree depresse delle città o miglioramento della qualità e del benessere ambientale di spazi pubblici.
  • NO SOIL CONSUMPTION: La coltivazione in verticale riduce sensibilmente il consumo di suolo. Ad oggi più della metà delle terre emerse è utilizzato per fare spazio all’agricoltura e agli allevamenti. Negli ultimi anni il consumo del suolo è cresciuto a fronte del crescente bisogno di soddisfare i consumi. Il consumo di suolo non controllato e spesso irresponsabile, produce disboscamento e dissesto idrogeologico, peraltro, la lavorazione della terra libera CO2 immagazzinata nel terreno. La coltivazione fuori suolo non richiede fertilizzanti e pesticidi e incontra le condizioni dettate dalla UE sulla riduzione di oltre il 50% dell’utilizzo di fitofarmaci e agrofarmaci imposte nel programma del Green Deal Europeo. Una condizione che in Italia trova già ampio consenso grazie all’attività costante di organizzazioni e associazioni che si impegnano nell’innovazione dell’agricoltura e lavorano da anni per procedere in questa direzione.
  • CERTIFIED CHAIN: la catena produttiva è interamente monitorata attraverso sensori e controllo remoto. Ogni elemento che concorre alla crescita e all’alimentazione della pianta dalla nursery alla raccolta e alla distribuzione, è controllato con certezza. La certificazione della filiera produttiva è precisa e garantisce tracciabilità e sicurezza assoluta.
  • GOOD WORK CONDITION: Non meno significative sono le condizioni dei lavoratori all’interno delle strutture. Sicurezza, pulizia, clima ideale, raccolta semplificata, accesso controllato e assenza di impiego di manovalanza “sfruttata”, sono solo alcuni degli aspetti che rendono la qualità delle condizioni di lavoro rivoluzionarie rispetto alle difficoltà che spesso gli ambienti tradizionali incontrano. La forza lavoro è controllata e rientra nella piena liceità dei rapporti di subordinazione contrastando il fenomeno del lavoro nero nei campi e del caporalato.
  • SHELF LIFE: il prodotto dura di più, perché non è soggetto a batteri, non si deteriora e conserva proprietà e “freschezza” per un tempo superiore a quello non controllato e soggetto all’attacco di batteri.

IL NOSTRO FORMAT INTEGRATO

La LOST FARM non è un semplice centro produttivo. È anche, e forse ancor di più, un presidio attivo contro il cambiamento climatico, un polo formativo per la divulgazione e l’educazione al consumo responsabile e un sistema economico che limita al minimo il consumo di risorse. Il progetto prevede l’integrazione di elementi affini e di prossimità al tema agro-alimentare finalizzati alla valorizzazione della mission della farm. La LOST FARM è un centro di ricerca e un’area conferenze ed eventi dove la cultura del cibo e del consumo responsabile diventa una strategia di impresa e il modo più diretto per coinvolgere la comunità civile verso tematiche sociali, ambientali ed economiche di facile accesso. La LOST FARM sarà un luogo in cui degustare direttamente i prodotti, sia in forma naturale che trasformata, integrati alle ricette che gli chef del nostro comitato tecnico scientifico stanno già elaborando.

RISTORAZIONE

La ristorazione in loco è la realizzazione concreta della massima “dal produttore al consumatore”. La ristorazione è pensata per essere un punto ideale di incontro tra gusto e sapere. Alla conoscenza dei prodotti, si unisce la capacità di trasformarli in piatti della cucina tradizionale o sperimentale, con attenzione all’alimentazione responsabile e alla nutraceutica.

TRASFORMAZIONE

La qualità intrinseca delle selezioni scelte per la produzione trova la sua massima espressione nella trasformazione o nella commercializzazione diretta del prodotto. Un passaggio da intraprendere anche in virtù della previsione di produzioni non sufficienti per una grande diffusione e che rischiano di non essere competitive.

ECONOMIA CIRCOLARE

Il rifiuto organico trova spazio nel progetto DOUBLE ZERO. Il progetto di economia circolare prevede il recupero di rifiuti organici dell’agricoltura e la produzione di packaging e prodotti realizzati in stampa 3D. Il rifiuto organico può essere altresì trattato attraverso digestori anaerobici in grado di creare i gas di cui le piante in serra necessitano per crescere (CO2) o essere compostato e riutilizzato come prodotto stabile e di qualità per il nutrimento.

CARBON NEUTRAL CENTER

La LOST FARM è una presenza “carbon neutral” o addirittura “climate positive”. Grazie alla sua capacità/necessità di drenare CO2 dall’atmosfera per nutrire le piante e i consumi controllati e risorse autoprodotte è un insediamento che contribuisce attivamente alla alla lotta ai “cambiamenti climatici“.

CONFERENCE ROOM

Oggi siamo in procinto di affrontare crisi trasversali alimentate dalle condizioni di vita generali ed esasperate dalla qualità e dalla disponibilità di cibo. Temi già inseriti nel World Food Summit e nel World Food Program animeranno gli incontri e i dibattiti, trasformando di fatto l’imprenditoria in cultura e lasciando che la cultura ispiri l’imprenditoria. Questo è un valore imprescindibile e il fondamento della LOST FARM.

R&D

Il nostro comitato tecnico scientifico si avvale della collaborazione di professori dell’Università della Tuscia specializzati in agronomia e colture fuori suolo. Il centro si occuperà di sviluppare studi e ricerche per “potenziare in modo naturale” il prodotto coltivato, fissando nelle varietà quelle caratteristiche naturali che lo rendono speciale o particolarmente performante.

Riportare l’agricoltura al centro dei quartieri trasferendo la produzione nei quartieri stessi.

Sei interessato? Vuoi investire nel nostro progetto? Contattaci e prendi parte al cambiamento: entra nel futuro dell’agricoltura con noi!

Basic